Arresto Cardiaco Improvviso

Statistica di decessi per anno, non solo in Italia, a causa dell'Arresto Cardiaco Improvviso

 

In Europa ogni anno centinaia di migliaia di persone perdono la vita e la causa è essenzialmente il ritardo dell'arrivo dei soccorsi.

 

Sarebbero 500.000 (fonte ERC) le persone che ogni anno perdono la vita in Europa a causa della “morte improvvisa“. Di questi 100.000 circa si riferiscono alla Germania, 95.000 all’Inghilterra, 6.000 in Irlanda ed in Italia sono circa 63.000 le persone che muoiono ogni anno per questa causa, altre fonti contano in oltre 70.000 il numero di morti (I.S.S. 2009) nel nostro Paese.. Prendendo per buono il primo dato più "ottimista" sarebbero circa 160 morti al giorno, 1 ogni 9 minuti; come se ogni giorno nella nostra Nazione cadesse un aereo di linea. Il dato statistico dice che è superiore ai morti per cancro e rappresenta il 10% di tutti i decessi e l’1‰ di incidenza sulla popolazione.

Sappiamo anche che l’arresto cardiaco improvviso per circa un terzo dei casi colpisce persone sanissime e senza fattori di rischio e che ad un certo punto il cuore va in fibrillazione ventricolare che è la più grave forma di aritmia. Pare che la responsabilità di questa aritmia sia riconducibile ad un difetto del “gene cardiaco” (notizia pubblicata dal Science Daily e ricerca della Deutsches Aerzteblatt International) per il quale non ci sarebbe alcuna prevenzione. Invece per coloro che soffrono di problemi cardio circolatori, la prevenzione si basa innanzi tutto nell’eliminazione di tutti i fattori di rischio che possono portare all’infarto e/o ictus cerebrale. Evidentemente ciò non basta perché è un evento dove la prevenzione non basta.

Allora per ridurre questi tristi numeri in Italia, vale la pena “armarsi” per difenderci dal “nemico”?

Sì perché da qualche anno, si sta muovendo un esercito di persone (personale medico ed infermieristico specializzato ed associazioni di volontariato) che ogni giorno portano avanti campagne sull’arresto cardiaco improvviso e l’utilità del defibrillatore. 

Ricordiamo che il defibrillatore è l’unico apparecchio in grado di rianimare una persona colpita da “arresto cardiaco improvviso” e può essere utilizzato anche da personale laico (non sanitario). Vedremo in questo documento come si stanno organizzando le nazioni a noi vicine e come, all’estero, la diffusione dei defibrillatori sia sentita talmente tanto da porsi l’obiettivo di raggiungere in termini numerici la diffusione degli estintori. Inoltre l’uso è autorizzato a tutti indistintamente, senza alcuna autorizzazione. Al contrario in Italia è vietato a chi non possiede un “patentino” che si può ottenere solo a pagamento e con corsi organizzati senza una precisa comunicazione e senza alcun contributo da parte dello Stato. Soprattutto potrete leggere di un Progetto Telematico che si pone l’obiettivo di creare, in Italia, una fitta rete di Defibrillatori, da porre all’esterno degli edifici, collegati al 118 che da questa nuova tecnologia trarrebbe moltissimi vantaggi per raggiungere l’eccellenza nell’emergenza sanitaria ad alto rischio di mortalità.

Soprattutto è importante sapere:

  1. dove sono localizzati i Defibrillatori,
  2. se sono in perfetta stato di funzionamento,
  3. sempre a disposizione dei cittadini 24 ore su 24, 365 giorni l'anno,
  4. sapere chi sono i soccorritori,
  5. quando scadono i patentini,
  6. ed avere un registro aggiornato con tutti i dati sia dei DAE che dei Soccorritori.

Tutto ciò contribuisce anche a meglio distribuire le risorse dei DAE perché è inutile avere nel raggio di 1 km 5 defibrillatori e non averlo a disposizione quando serve. Può succedere anche questo.

Con il nostro progetto questo non succederebbe mai.

 

 


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